{"id":1892,"date":"2016-10-03T12:39:59","date_gmt":"2016-10-03T11:39:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mondialduchasselas.com\/il_piu_famoso_dei_vini-2\/"},"modified":"2016-10-03T12:45:30","modified_gmt":"2016-10-03T11:45:30","slug":"il_piu_famoso_dei_vini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mondialduchasselas.com\/de\/il_piu_famoso_dei_vini\/","title":{"rendered":"Chasselas: il pi\u00f9 famoso dei vini che nessuno conosce"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chasselas<\/strong> \u2013 what else? Magari. Nell\u2019immaginario comune degli appassionati di vino lo Chasselas \u00e8 poco presente. Enocuriosi fate la prova. Sparate a bruciapelo 10 vitigni importanti. Fatto? Lo Chasselas non sar\u00e0 nella vostra lista. Neanche con i suoi sinonimi <strong>Fendant<\/strong> o <strong>Gutedel<\/strong>. Eppure parliamo del <strong>vitigno pi\u00f9 famoso della Svizzera<\/strong>. Appunto, mi direte, della Svizzera. Cioccolato sfizioso, preziosi orologi e montagne da cui non vorresti mai pi\u00f9 scendere, ok, ma vino? E poi il fatto che quasi tutto il vino elvetico (95% circa), ottenuto da un vigneto di soli 15.000 ettari, venga consumato in patria, certo non aiuta. Ma le cose di questo mondo cambiano. Grazie a un lavoro di squadra di tanti vignaioli, l\u2019interesse per lo Chasselas \u00e8 cresciuto di anno in anno. Dal 1996 a Badenweiler in Germania viene organizzato ogni anno il concorso enoico <strong>Gutedelcup<\/strong> e dal 2012 il <strong>Mondial du Chasselas a Aigle in Svizzera<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-213528\" src=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Ivorne-800x533.png\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Ivorne.png 800w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Ivorne-200x133.png 200w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Ivorne-320x213.png 320w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Ivorne-768x512.png 768w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Ivorne-300x200.png 300w\" alt=\"Ivorne\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il turismo del vino come grande mezzo di comunicazione ha avuto il suo ruolo. Soprattutto da quando nel 2007 i <strong>vigneti di Lavaux<\/strong>, il cuore paesaggistico dello Chasselas, sono stati dichiarati dall\u2019UNESCO patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. A questo punto la stampa non poteva pi\u00f9 mancare. Nel 2012 David Schildknecht pubblica un primo articolo su <a href=\"https:\/\/www.erobertparker.com\/entrance.aspx\">The Wine Advocate<\/a> di Robert Parker al quale ne seguiranno altri su riviste tedesche e francesi.<br \/>\nMa non sono stati solo gli addetti ai lavori a portare lo Chasselas all\u2019attenzione dei winelover. Una volta smaltita la sbornia causata da anni di vini palestrati, carichi di legno e di profumi spinti da lieviti selezionati, l\u2019eleganza e la bevibilit\u00e0 di vini fedeli al proprio territorio hanno finalmente avuto una chance di emergere. Questo \u00e8 il momento dello Chasselas. Un vitigno dai profumi molto delicati ma proprio per questo anche un ottimo ambasciatore della zona in cui viene coltivato. Lo Chasselas non si impone, non prevale sulla terra che lo ospita ma la assorbe per poi rilasciarla fedelmente nel bicchiere.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Vitigno<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-213510\" src=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch-800x533.jpg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch-800x533.jpg 800w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch-200x133.jpg 200w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch-320x213.jpg 320w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch-1300x867.jpg 1300w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch-975x650.jpg 975w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chasselas-ch.jpg 1310w\" alt=\"chasselas, svizzera\" width=\"579\" height=\"386\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Chasselas \u00e8 un vitigno di vecchia data. Menzionato per la prima volta nel 1539, nel Kreutterbuch di Hieronymus Bock, \u00e8 diffuso in molti paesi ma oggi sono in pochi a farne vino. Perlopi\u00f9 viene consumato come uva da tavola o, spesso senza saperlo, come succo d\u2019uva. Sull\u2019origine dello Chasselas, si \u00e8 speculato molto. L\u2019Egitto, Costantinopoli e addirittura Chasselas, un piccolo paese, vicino a M\u00e2con in Borgogna, sono stati i pi\u00f9 quotati. Ma anche la domesticazione da un vitigno autoctono svizzero si trova tra le ipotesi. Un\u2019analisi genetica condotta nel 2009 dai ricercatori Vouillamoz e Arnold dimostra invece che molto probabilmente la patria dello Chasselas \u00e9 la zona del lago di Ginevra. Questo coincide con la famosa teoria del genetista russo Nikolaj Ivanovic Vavilov secondo cui l\u2019origine di una pianta sia da ricercare nella zona in cui si trovano la maggior parte dei cloni. Per lo Chasselas, infatti, la pi\u00f9 grande diversit\u00e0 la troviamo nella Svizzera romanda, in particolare, appunto, nella zona del lago di Ginevra. Un patrimonio genetico egregiamente custodito nel conservatoire mondial du Chasselas, un vigneto-museo di 3 ettari, situato a Rivaz-Lavaux. Ideato e finanziato nel 2008 dal viticoltore Louis-Philippe Bovard conta attualmente 19 biotipi di Chasselas.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Le zone e i vini<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vini pi\u00f9 interessanti a base di Chasselas vengono prodotti in Svizzera e in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Svizzera<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-213514\" src=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Vaud-800x532.png\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Vaud-800x532.png 800w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Vaud-200x133.png 200w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Vaud-320x213.png 320w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Vaud-768x510.png 768w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Vaud-300x200.png 300w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Vaud.png 972w\" alt=\"vaud\" width=\"580\" height=\"386\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Svizzera, lo Chasselas viene coltivato su una superficie di oltre 4.000 ettari. Due sono le regioni pi\u00f9 vocate: il Vallais, lungo il fiume Rodano dove lo troviamo sotto il nome Fendant, ma soprattutto il Vaud che produce oltre 60% dello Chasselas svizzero. Il Vaud si estende come un arco lungo la sponda settentrionale del lago di Ginevra. Le sue sottozone di maggior pregio sono la C\u00f4te tra Ginevra e Lausanne, il Lavaux che si estende da Lausanne a Montreux e lo Chablais che si trova a nord di Bex, nell\u2019ultima parte del Rodano prima che questo fiume si immetta nel lago di Ginevra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La C\u00f4te<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-213516\" src=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Co%CC%82te-800x500.jpg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Co\u0302te.jpg 800w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Co\u0302te-200x125.jpg 200w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Co\u0302te-320x200.jpg 320w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Co\u0302te-768x480.jpg 768w\" alt=\"Co\u0302te\" width=\"579\" height=\"362\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella C\u00f4te, tra le aziende vinicole pi\u00f9 prestigiose trovate l\u2019azienda Bolle. Fondata a Morges nel 1865 da Alphonse Bolle come ditta che commerciava vino, possiede oggi una superficie di 44 ettari. Assaggiate per esempio il loro Chasselas Plessis, Vufflens Le Chateau, Grand Cru. Dopo la fermentazione alcolica in acciaio questo vino ha proseguito il suo percorso con una fermentazione malolattica, una pratica non proprio da manuale enologico per vitigni caratterizzati da una bassa acidit\u00e0 come lo Chasselas. Sorprendentemente per\u00f2 questa cura non lo ha privato della sua freschezza. La bevibilit\u00e0 di questo vino viene ulteriormente sostenuta da una sapidit\u00e0 quasi salina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Lavaux<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-213519\" src=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lavaux-800x542.jpg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lavaux-800x542.jpg 800w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lavaux-200x135.jpg 200w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lavaux-315x213.jpg 315w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lavaux-768x520.jpg 768w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lavaux.jpg 1310w\" alt=\"lavaux\" width=\"582\" height=\"394\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguendo verso est, si arriva nel Lavaux, una zona vitivinicola di drammatica bellezza che si estende su una superficie oltre 830 ettari. Salendo tra le vigne eroicamente attaccate ai ripidi declivi che si alzano subito dopo le strette sponde del lago, si capisce la motivazione dell\u2019UNESCO nel dichiarare questo paesaggio patrimonio dell\u2019umanit\u00e0. Nel cuore del Lavaux, a Espesses, si trova l\u2019azienda di Luc Massy. Solo 8 ettari. Poca roba mi direte. S\u00ec, ma gestita bene. Il vino che mi ha impressionato pi\u00f9 di tutti \u00e8 il loro D\u00e9zaley, Chemin de fer, Grand Cru. Al naso si presenta con sentori di fiori di campo secchi, miele e un accenno di polvere da sparo ma \u00e8 soprattuto in bocca che sorprende con una densit\u00e0 inusuale per uno Chassellas. Persistente secondo le regole di tutte le sommelerie del mondo. Un grande vino. Da Espesses scendete fino a Cully. Qui, a pochi metri dal lago, trovate la Domaine Louis Bovard. Oramai alla decima generazione, l\u2019azienda che possiede 17 ettari viene guidata da Louis-Philippe Bovard, uno dei protagonisti dello Chasselas. Per i suoi meriti per la viticoltura la prestigiosa guida Gault&amp;Millau lo ha inserito nella hall of fame delle sei icone della viticoltura elvetica. Il suo D\u00e9zaley, M\u00e9dinette, Grand Cru \u00e8 uno degli Chasselas che ha contribuito a portare la fama di questa casa vinicola oltre confine. Le uve provengono da un vigneto con oltre 50 % di pendenza e una densit\u00e0 di impianto di 10.000 viti per ettaro, condizioni che riducono drasticamente la produttivit\u00e0. Con una media di solo 1 kg d\u2019uva per pianta c\u2019\u00e8 da aspettarsi che la concentrazione di profumi \u2013 fiori freschi, una mela verde e una inaspettata noce \u2013 sia davvero eccellente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Chablais<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-213522\" src=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chablais-800x529.jpg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chablais.jpg 800w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chablais-200x132.jpg 200w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chablais-320x213.jpg 320w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/chablais-768x508.jpg 768w\" alt=\"chablais\" width=\"581\" height=\"384\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima tappa del vostro percorso da enoturisti vi dovrebbe portare a Aigle nello Chablais. L\u2019azienda che domina la scena \u00e8 la Badoux Vins. A ricevermi \u00e8 stato il suo direttore Kurt Egli che con grande pazienza e per tutta la mattinata mi ha portato su e gi\u00f9 per le vigne prima di farmi assaggiare i suoi splendidi vini. La Badoux \u00e8 una grande azienda, non solo per la Svizzera, eppure ogni singolo vino mantiene le caratteristiche della zona da cui provengono i suoi grappoli. Assaggiate, per esempio, il loro Chasselas Yvorne Petit Vignoble. L\u2019annata 2014 risulta al naso intenso e molto caratteristico per il suo chiaro sentore di tiglio che tipicamente accompagna lo Chasselas. Andando indietro con la degustazione fino all\u2019annata 2009 il messaggio olfattivo di questo vino si arricchisce ulteriormente di intensi profumi che ricordano il miele di tiglio e una mela al forno, sentori che prontamente si ripresentano in bocca con l\u2019aggiunta di una leggerissima mandorla amara. Un vino davvero elegante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Germania<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-213525\" src=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Markgra%CC%88flerland-800x532.jpg\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" srcset=\"http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Markgra\u0308flerland-800x532.jpg 800w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Markgra\u0308flerland-200x133.jpg 200w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Markgra\u0308flerland-320x213.jpg 320w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Markgra\u0308flerland-768x510.jpg 768w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Markgra\u0308flerland-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Markgra\u0308flerland-975x650.jpg 975w, http:\/\/www.dissapore.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Markgra\u0308flerland.jpg 1192w\" alt=\"Markgra\u0308flerland\" width=\"580\" height=\"386\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostandoci in Germania troviamo il nostro vitigno con il suo sinonimo tedesco Gutedel. Nel Markgr\u00e4flerland, la zona tra Friburgo e Basilea dove \u00e8 maggiormente presente, venne introdotto nel 1780 dal margravio Carlo Federico di Baden.\u00a0 Oggi la produzione di Gutedel si estende su una superficie di oltre 1.000 ettari, un terzo di tutta la produzione vitivinicola di questa zona. Nel passato molti produttori di Gutedel puntavano su vini rinfrescanti e poco impegnativi. Da studente a Friburgo, con pochi soldi in tasca e molta sete in gola, era il mio vino preferito. Venduto in bottiglie da 1 litro non poteva mancare nelle lunghe serate passate con i compagni di studi. Oggigiorno invece molti vignaioli dimostrano che si pu\u00f2 fare di meglio. Anzi, molto meglio. Uno dei grandi maestri \u00e8 Hanspeter Ziereisen. La sua azienda si trova a Efringen-Kirchen, circa 15 km a nord di Basilea. Conosciuto da tempo come protagonista della rivoluzione qualitativa del pinot nero in Germania, Ziereisen ha dimostrato che anche il Gutedel poteva dare di pi\u00f9. Su 16 ettari l\u2019azienda produce circa 110.00 bottiglie, di cui 25% di Gutedel. Gi\u00e0 il loro vino base, il 2014 Gutedel Heugumber fa bella figura e il Gutedel Steingr\u00fcble \u00e8 davvero ottimo. Ma il vero, grandioso, assoluto (aggiungete pure altri aggettivi) salto di qualit\u00e0, lo offre il suo Gutedel Jaspis 104 Ziereisen lo vende per la bellezza di \u20ac 125,00 la bottiglia, il prezzo di un grande vino della Borgogna. Una pretesa che viene prontamente giustificata dalla qualit\u00e0 di questo vino che ribalta tutto quello che pensavate di sapere e di conoscere sull\u2019universo Gutedel. Chasselas e Fendant inclusi. La posizione particolare della vigna Efringer \u00d6lberg, una fermentazione spontanea in botti da 650 litri con 22 mesi sui lieviti, il b\u00e2tonnage, un terreno calcareo \u2026 va tutto bene, ma questo si trova anche da altri. Non si spiega cos\u00ec tanta concentrazione, la disarmante complessit\u00e0, persistenza e finezza di questo vino. Per spiegare un livello qualitativo di questa portata ci vorrebbe un enologo di grandissimo talento, anzi un eno-teologo, esperto nella sfera del numinoso. Io mi arrendo. Certo si pu\u00f2 anche spendere di meno per una bottiglia di vino. La pi\u00f9 grande sorpresa nel campo del rapporto prezzo-qualit\u00e0 vi aspetta visitando l\u2019azienda di Wolfgang L\u00f6ffler a Staufen-Wettelbrunn. Dalla pregiata zona Dottinger Castellberg l\u2019azienda ottiene ottimi pinot grigio e pinot bianco ma la sua fama si fonda sui Gutedel Beerenauslese (Selezione) e Trockenbeerenauslese (vendemmia tardiva). Da un paio d\u2019anni i loro vini di questa tipologia vengono regolarmente premiati nei concorsi nazionali e internazionali. Per il Gutedel Beerenauslese 2001 avevo annotato: giallo ambrato e luminoso, al naso intenso e complesso (mela golden, arachidi, frutta secca, fiori di campo secchi, caramel). Profumi di grande finezza. Al palato si riscontra una dolcezza seducente, tenuta in equilibro da un\u2019ottima freschezza e buona sapidit\u00e0. Molto, molto persistente. Vino di grande armonia. Il prezzo? 22,50 \u20ac per la bottiglia da 0,5 l.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulrich Kohlmann in dissapore.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le cose di questo mondo cambiano. 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